CYBERSECURITY: I RISCHI DELLO SMARTWORKING

Il COVID-19 ed il conseguente confinamento a casa di centinaia di lavoratori durante la quarantena ha fatto scoprire al popolo italiano lo smart working. Non a caso, anche se ormai la pandemia sembra quasi essere alle spalle, molte aziende hanno deciso di concedere ai propri dipendenti la possibilità di svolgere il lavoro da remoto

Oltre a ciò, alcuni hanno utilizzato questo metodo anche per aumentare la produttività in questo periodo e non perdere terreno nei confronti della concorrenza. Tuttavia, quando si parla di smart working occorre sempre prestare attenzione alla cybersecurity. In effetti, il lavoro a distanza può comportare alcuni rischi che non devono essere sottovalutati. Ecco quali sono, analizzando come riconoscerli e cosa fare per continuare a lavorare a distanza senza temere di essere vittima di attacchi informatici

Indice:

Rischi smart working: a cosa prestare attenzione?

Come prima cosa quindi, è bene prestare attenzione a quelli che sono gli eventuali rischi dello smart working. In questo modo è possibile rendersi conto dei problemi che ci possono essere quando si lavora da remoto. Il primo rischio è rappresentato dall’alta vulnerabilità dei dispositivi che si possiedono a casa. In effetti, con PC o tablet personali si svolgono operazioni quotidiane e si visitano siti che solitamente sul luogo di lavoro vengono evitati. Ciò si traduce in una probabilità più alta di ricevere un attacco informatico sul proprio computer. 

Ancora, la maggior parte delle persone quando utilizza dispositivi personali non utilizza un anti-virus adeguato. I computer professionali utilizzati sul luogo di lavoro spesso possiedono firewall e protezioni di rete. Sotto questo punto di vista, la rete che si utilizza in casa ed il computer potrebbero essere presi di mira in modo molto semplice. Per hacker e malintenzionati violare il proprio computer potrebbe essere un vero e proprio gioco da ragazzi. 

Come se non bastasse, occorre considerare anche lo stato del PC che si utilizza per fare smart working. In effetti, se quest’ultimo presenta lentezza o difetti vari, potrebbe già essere infetto e contenere al suo interno malware come trojan horse oppure spyware. In una situazione del genere, il virus potrebbe accedere facilmente ai dati aziendali del collaboratore da remoto ed espandersi anche ad altri tramite email oppure messaggi. 

Infine, molte aziende lavorano su portali online e pensano che non hanno problemi quando pensano alla sicurezza dello smart working. Avere questo modo di pensare comunque può essere molto dannoso. Basti pensare che una sola password rubata ad un utente in smart working può portare ad una falla molto pericolosa dell’intero portale aziendale. Ecco perché è importante non sottovalutare i rischi informatici dello smart working e prendere sempre in alta considerazione la cybersecurity

Come aumentare la sicurezza per lo smart working?

A questo punto qualcuno potrebbe preoccuparsi e decidere di non puntare più sullo smart working. Ebbene, non occorre prendere decisioni così drastiche. D’altronde il lavoro da remoto può essere una buona tecnica da implementare per favorire determinati lavoratori ed aumentare i risultati in termini di produzione ed efficienza. Cosa bisogna fare quindi per aumentare la sicurezza per lo smart working? 

Ci sono alcune operazioni che devono essere messe in pratica per riuscire ad aumentare le proprie protezioni. Il primo passaggio consiste nel sensibilizzare i propri dipendenti nei confronti dei rischi informatici che possono esserci con lo smart working. Chi viene scelto per poter proseguire con questa metodologia di lavoro dovrebbe venir informato in merito ai rischi che possono esserci, magari attraverso corsi tenuti in aula o video-lezioni online

Ancora, un’altra opzione potrebbe essere quella di creare una rete VPN aziendale che permette agli utenti di evitare collegamenti sulla propria linea internet facilmente violabile. In questo modo si potrebbe aumentare la sicurezza e soprattutto riuscire a comprendere quanti utenti sono realmente collegati da remoto e svolgono il proprio lavoro.

In alternativa, le aziende che hanno la disponibilità economica possono donare ai dipendenti che lavorano in smart working un nuovo portatile oppure un tablet con il quale svolgere tutte le operazioni. Naturalmente questo dispositivo deve essere dotato di tutte le protezioni necessarie e dovrebbe essere utilizzato solo per attività lavorative. Se ciò non fosse possibile, allora una soluzione opportuna potrebbe essere quella di far sottoscrivere ai collaboratori da remoto un abbonamento verso un servizio di protezione ed anti-virus efficace, sicuro e professionale. 

Smart working: come proteggere i dati aziendali?


Qualcuno comunque, potrebbe voler avere una maggiore protezione per i propri dati aziendali. D’altronde, quando si parla di informazioni riservate e delicate è bene prendere le giuste precauzioni. Le misure di sicurezza appena menzionate possono essere utili fino ad un certo punto, ma non garantiscono una protezione assoluta. Cosa fare quindi per poter essere tranquilli con i lavoratori che operano in smart working, che sono naturalmente più esposti ad attacchi esterni quali i ransomware ? come proteggere i dati aziendali in un mondo che è sempre connesso ?

La risposta è semplice, occorre affidarsi ad una società informatica che possiede anni d’esperienza nell’ambito della sicurezza informatica. Sotto questo punto di vista, Data Storage Security è un’opzione eccellente. L’azienda opera da oltre 35 anni in questo settore e nel corso del tempo è riuscita a soddisfare centinaia di clienti. In particolar modo, Data Storage Security è una società capace di offrire assistenza continua e protezione efficiente. 

I servizi offerta vanno dalle soluzioni di VDI (Virtual Desktop Infrastructure) al servizio di Remote Backup con custodia a freddo in caveau; quest’ultimo è un servizio che permette di cifrare i dati e replicarli in un caveau di massima sicurezza, sconnessi dalla Rete. In questo modo si possono sempre recuperare eventuali dati importanti anche in caso di attacchi ransomware che partano da postazioni di lavoro che operano all’esterno del perimetro di sicurezza aziendale. Un backup custodito off line è senza ombra di dubbio una misura di sicurezza appropriata per tutelare i collaboratori in smart working. 

Per questa ragione, chi vuole avere a propria disposizione un team professionale ed esperto in materia di cybersecurity deve assolutamente affidarsi a DSSecurity e potrà finalmente fare largo uso di smart working senza temere ripercussioni.